Olio extravergine d’oliva: qualità, mercato e sfide del ‘liquid gold’ mediterraneo

L’olio extravergine d’oliva è noto per le sue qualità e proprietà nutrizionali superiori. Tuttavia, la presenza sul mercato di miscele di oli vegetali con residue tracce di olio d’oliva, spesso vendute a prezzi molto bassi, sta creando confusione tra i consumatori. Questi prodotti, oltre a essere poco salutari, hanno una qualità inferiore e vengono presentati con etichette ingannevoli. I produttori chiedono un incontro di settore per assicurare trasparenza ai consumatori e garantire una concorrenza equa.

L’olio extravergine d’oliva, elemento fondamentale della Dieta Mediterranea, è riconosciuto per le sue funzioni protettive per il cuore e il sistema cardiocircolatorio. Nonostante ciò, alcuni prodotti sul mercato, che includono una minima parte di olio d’oliva in miscele di oli di semi o vegetali, portano a confusione. ItaliaOlivicola sottolinea che queste miscele usano termini e simboli grafici che possono trarre in inganno i consumatori.

Davide Granieri, presidente di Unaprol, evidenzia che queste miscele non sono solo ingannevoli ma anche nocive per la salute. L’ICQRF ha chiarito che questi prodotti devono essere posizionati su scaffali separati dall’olio extravergine d’oliva. È fondamentale una revisione delle normative sull’etichettatura per assicurare trasparenza e giusta competizione.

Confrontando l’olio con il vino, un litro di olio extravergine d’oliva ha un costo simile a una bottiglia di vino di qualità discreta, ma dura molto più a lungo. Anna Cane, presidente del gruppo olio d’oliva di Assitol, enfatizza che l’olio extravergine d’oliva è un “prodotto premium”. Le vendite dell’olio extravergine sono diminuite nei primi sei mesi del 2023, e questa tendenza si conferma anche a livello comunitario.

Le difficoltà climatiche hanno causato una riduzione della produzione di olio d’oliva in Spagna e altri Paesi Mediterranei. In Italia, la raccolta del 2023 dovrebbe attestarsi sulle 289mila tonnellate, un aumento rispetto all’anno precedente, ma comunque lontano dalle 350mila tonnellate delle campagne migliori.

Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol, sottolinea che le problematiche climatiche continuano a impattare il settore. Le associazioni di produttori hanno chiesto un incontro urgente per discutere la situazione.

L’etichettatura dell’olio extravergine d’oliva deve informare sull’origine e le caratteristiche del prodotto. Al contrario, condimenti e oli aromatizzati non hanno regole altrettanto stringenti, il che permette di mantenere bassi i prezzi. Gennaro Sicolo, presidente di ItaliaOlivicola, critica questa situazione, sottolineando che “l’olio cattivo scaccia quello buono dagli scaffali”.

In conclusione, è importante una corretta informazione sui prezzi dell’olio extravergine d’oliva, un prodotto il cui alto costo è giustificato dalla sua qualità e dai costi di produzione. Acquistare una bottiglia a basso costo significa ottenere un prodotto che non rispecchia le caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva autentico.

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